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Giugno 1997
(il periodo della guerra scaturita dal fallimento delle finanziarie) in casa delle suore, in un momento particolarmente difficile per l'Albania, si discute dei giovani, della disoccupazione giovanile in generale e di quella femminile in particolare. Nasce l'idea di fare piccoli lavori artigianali a scopo di aggregazione, l'idea appassiona a tal punto, da pensare addirittura di fare una scuola-bottega per l'insegnamento e il recupero di lavori artigianali in genere e di quelli artistici (considerando che Berat è la città museo dell'Albania) in particolare. L'avventura per la costituzione della cooperativa "Onufri Ikonograf ShPK", inizia nel giugno del 1998 quando la Comunità Cattolica di Kucova, ha presentato un progetto al Prof. Ennio Grassi, dirigente a Tirana della DELEGAZIONE DIPLOMATICA SPECIALE ITALIANA IN ALBANIA, in questo ambito la comunità cattolica di Kucova si è impegnata a fornire le risorse umane che hanno permesso di far iniziare i primi corsi di formazione che sono durati dal settembre 1998 a febbraio 1999. Costituendo la società e formando questi corsi si è cercato di raggiungere obbiettivo posto all'inizio dell'impresa; di dare dignità e indipendenza a queste donne, che con impegno e dedizione sono riuscite ad apprendere le manualità artigianali ed un modello forte, che può essere d'esempio ad altre donne Albanesi per una loro emancipazione nella rigida società Albanese e di valorizzare il patrimonio artistico di Berat. Oggi nella cooperativa lavorano 11 artigiani, di cui 9 donne, che producono icone, seguendo le caratteristiche tradizionali dell'artigianato albanese, dalla mestica per le basi alla doratura a guazzo per finire con la bulinatura delle icone, lavorazione eseguite tutte manualmente. In modo trasversale per tutto il percorso formativo, non si sono tralasciate gli argomenti che riguardano: l'ambiente di lavoro, la sicurezza, la tutela della salute e l'ecologia, questo per evitare che , a fronte di un bisogno immediato di lavoro, queste problematiche vengano trascurate con una ricaduta futura molto grave. Dopo il primo corso di base, realizzato nel 1999, a marzo 2000 la PROVINCIA DI RIMINI con il coinvolgimento del centro di formazione professionale Enaip S. Zavatta di Rimini, i comuni di Rimini, Santarcangelo, Verucchio, Cattolica, Bellaria, Misano, Coriano, Poggio Berni, Riccione e l'università di Rimini UNI.TU.ROM si è finanziato il secondo corso di qualificazione che si è tenuto del 1° marzo 2000 fino al 30 giugno 2000. Nell'Agosto 2000 Don Giuseppe Vaccarini, responsabile della Comunità Cattolica di Kucove e quindi del progetto, al fine di regolamentare in base alle leggi Albanesi, ha fatto richiesta al Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, in base all'art. 59 del codice civile, per costituire in Albania, una fondazione che si occuperà della formazione e dell'inserimento nel lavoro dei giovani (in particolare donne) e delle persone svantaggiate. Il Ministero del Lavoro albanese ha riconosciuto la Fondazione "Shen Asti" (Sant'Asti) con la sentenza atto 7 del Tribunale n.6 di Berat 19/01/01. Nell'intervento di avviare un aiuto concreto nell'inserimento al lavoro dei giovani, e in particolare delle giovani donne, considerando il bisogno assoluto di lavoro, con lo scopo di coinvolgere sempre di più i partecipanti al progetto, abbiamo costituito (di fatto) un laboratorio artigianale che dovrà creare un piccolo reddito per le ragazze impegnate in questo progetto, per evitare che il progetto si trasformi in una sorta d'assistenzialismo o ancora peggio in una fabbrica di disoccupati. Grazie all'aiuto del LYONS CLUB di Rimini e della DIOCESI di Rimini si è riusciti a spostare il laboratorio dai locali della chiesa, ad un laboratorio nuovo costruito fuori città, esso presenta già tutte le caratteristiche tecniche per un eventualmente ampliamento e tutti gli adeguamenti necessari per la sicurezza sul lavoro per le ragazze, esso è stato terminato ad agosto e occupato dalla ragazze nella prima metà di settembre del 2001.