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Piccoli cenni di storia
di un paese cosi vicino per distanza geografica e cosi lontano per cultura e mentalità, distante solo una striscia di mare larga 60 chilometri a cui la storia però a riservato degli avvenimenti così diversi dai nostri, preservandola per lunghi tratti dalla "grande" storia europea, delineando i tratti di una popolazione unica in tutto in panorama continentale. Una storia che si snoda attraverso numerose dominazioni straniere e il consolidamento di una forte identità nazionale dovuta alla forte influenza clanica nella società. Sono i romani i primi a colonizzare l’Albania nel 168 a.c. ma solo dopo una lunga dominazione riuscirono a calmare le popolazioni autoctone ricacciandole nell’entroterra, dopo l’arrivo in questa zona delle popolazioni barbare, si affermano gli Albani, nella zona dell’odierna Tirana. In seguito l’Albania fini prima sotto l’occupazione Bizantina e poi Turca, tutto questo fino all’epoca di Skanderbeg, considerato il fautore dello scoppio della scintilla dell’unita nazionale, egli ebbe il merito di coagulare a se tutti i clan e le tribù del nord e del sud dell’Albania, determinando in seguito l’autonomia Albanese. Questa zona tuttavia attrarrà le attenzione di svariate nazioni, tra esse sicuramente l’Italia, l’autonomia a livello ufficiale sarà ottenuta solo nel 1912, il periodo antecedente alla seconda guerra mondiale che si contraddistinguerà per una serie di rivolte interne.
Dal dopoguerra fino agli anni novanta il panorama polito albanese sarà dominato dalla figura di Enver Hoxha, il quale instaurò un regime comunista duro e dittatoriale, dapprima appoggiandosi al blocco dei paesi dominati dall'Unione Sovietica fino al 1961. In seguito si alleo con la Repubblica Popolare Cinese, determinando una chiusura pressoché totale nei confronti dell’esterno, con un conseguente stato endemico arrivato fino ai giorni nostri.