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La mia esperienza in Albania.
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Ciao, mi chiamo Daniele, ho 26 anni e vivo a Bologna. Prima di un anno fa non avevo mai partecipato ad iniziative di volontariato in missione.
Avevo da qualche tempo il desiderio di vivere un'esperienza simile, purtroppo prima per motivi di studio e poi per esigenze di lavoro ho rinviato a lungo questo progetto, fino a marzo 2001.
L'Albania é stata la prima meta che mi é venuta in mente, é vicina (ci si arriva anche in gommone!), la lingua italiana é piuttosto diffusa, non sono necessarie vaccinazioni di alcun tipo.
Dopo aver spedito e-mail a tutte le associazioni di volontariato trovate su Internet, il mio interesse é ricaduto sulla missione di Kuçova, l'unica che sostenendo iniziative di varia natura, necessita di aiuti di ogni genere e in diversi periodi dell'anno.
Da marzo 2001 ad oggi sono tornato quattro volte a Kuçova, posso affermare che non serve fare molto per sentirsi utili in Albania.
Io lavoro nel campo elettronico-informatico e francamente non credevo che avrei avuto modo di utilizzare le mie competenze, ma mi sbagliavo. I problemi tecnici più banali in Albania possono rendere qualunque attrezzatura inutilizzabile.
Tuttavia fra tutti i problemi che affliggono il paese quello che necessita di maggior attenzione é lo stato d'animo delle persone. Molti vivono in una condizione di diffidenza totale, non solo verso le istituzioni, ma anche verso gli amici, e talvolta perfino verso i familiari. Per questo la sola presenza di missionari e volontari in molti casi é sufficiente a rendere la vita in Albania più sopportabile.
A volte mi sono sentito gratificato più per i miei tentativi di comprendere i problemi, che per il lavoro effettivamente svolto. Il male principale tra quelli che oggi affliggono il paese é senza dubbio la corruzione, dilagante in ogni settore e a tutti i livelli.
I giovani albanesi imparano fin dalla scuola che col denaro si possono ottenere voti più alti che con il semplice studio.
Anche le famiglie assecondano quest’inclinazione, preoccupandosi più di far ottenere un diploma ai propri figli che un'istruzione adeguata. Il denaro sembra essere l'unico "valore" cui aspirare: questo é il vero aspetto della povertà in Albania.
Nella mia esperienza ho potuto costatare che la presenza delle missioni non é solo utile, per procurare beni di prima necessità alle classi più emarginate della popolazione, ma anche necessaria, per sviluppare una coscienza comune, che é la vera ricchezza di una nazione. Quest’aspetto é evidente soprattutto osservando i bambini, che sanno essere allegri anche senza giochi, senza vestiti puliti, talvolta senza una casa.
Pensando a loro si capisce come non serva avere molto per essere felici. Crescendo però potrebbero trovarsi anche loro a fare i conti con la rassegnazione di vivere in uno stato povero, dove ancora oggi i giovani in particolare non hanno prospettive se non quella di andarsene.

Daniele
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